Aperte le selezioni per 5 EU Aid Volunteer

ASPEm cerca 5 volontari umanitari da inviare per un anno in Perù presso Aprodeh e in Bolivia presso Fundación Munasim Kullakita.

In Perù, 2 volontari verranno coinvolti nelle attività di agroecologia di Aprodeh ad Abancay e Ayacucho, mentre il terzo volontario supporterà l’associazione nelle attività di sensibilizzazione sui diritti umani nella sua sede di Ayacucho.

In Bolivia, i 2 volontari verranno inseriti nei progetti di tutela dei minori gestiti da Fundación Munasim Kullakita nelle città di La Paz ed El Alto.

La descrizione delle posizioni e le istruzioni per candidarsi sono disponibili cliccando su ciascuna posizione:

  1. Agronomo – Ayacucho, Perù
  2. Agronomo – Abancay, Perù
  3. Comunicatore – Ayacucho, Perù
  4. Operatore sociale – La Paz/El Alto, Bolivia
  5. Psicologo/Educatore – La Paz/El Alto, Bolivia

É possibile fare domanda fino al 20/12/2018.

Il processo di selezione prevede un colloquio preliminare online (gennaio 2019) e un periodo di formazione (1 mese online e 2 settimane presenziali tra febbraio e aprile 2019) per valutare le competenze dei candidati. Prima della partenza, prevista per luglio 2019, i volontari dovranno partecipare ad una settimana di preparazione specifica presso la sede di ASPEm (maggio 2019).

L’invio è parte del progetto SuD HAV 2  (iniziativa EU Aid Volunteers).

Per maggiori informazioni scrivere a: enrica.valentini@aspem.org

“Mujeres con talento”, è stato riconosciuto nella categoria “Prosperità” del premio “Perù per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile” dall’associazione Perú 2021.

Il riconoscimento è assegnato a progetti che stanno contribuendo allo sviluppo sostenibile del Paese in linea con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile in cinque categorie: Persone, Partenariati, Pianeta, Pace e Prosperità.

La categoria Prosperità, all’interno della quale è stata premiata ASPEm Perù, riconosce i progetti che contribuiscono a costruire una società in cui tutte le persone godano di una vita prospera e piena, con occupazioni dignitose per tutti e per tutte, promuovendo la generazione di capacità, l’inclusione tecnologica, l’innovazione e la riduzione delle disuguaglianze.

 

Il progetto, realizzato da ASPEm in collaborazione con l’Instituto de Defensa Legal – IDL, la Asociación Laboral para el Desarrollo – ADEC ATC e il finanziamento dell’Unione Europea, è iniziato 2017 per contribuire all’autonomia economica delle organizzazioni di donne artigiane tessili attraverso la loro emancipazione e lo sviluppo di competenze nei loro processi di produzione. Ciò, tenuto conto dell’identificazione della mancanza di un accesso adeguato al mercato come una delle principali problematiche del settore dell’artigianato tessile e sartoriale.

 

Per promuovere la loro emancipazione, le artigiane hanno ricevuto una serie di corsi di formazione in processi di sviluppo di prodotti tessili: dall’elaborazione della scheda tecnica, gli “swatch”, misure e taglie adatte al mercato internazionale, fino alle rifiniture e le ispirazioni di tendenza utilizzando fibra di alpaca e cotone naturale e organico. I loro capi di artigianato di innovazione e alta qualità sono stati esibiti nell’ambito di eventi di moda internazionale come Alpaca Fiesta 2018 e Perú Moda 2019.

 

Si è promosso, inoltre, il loro rafforzamento commerciale sviluppando marche per associazioni, accompagnamento in immagine, produzione di cataloghi e risorse di rifinitura per i loro capi, come etichette di lavaggio e di manutenzione, cartellini e confezioni, così come anche il posizionamento dei loro prodotti.

 

Da ultimo, si è rafforzato il loro livello di attivismo politico e conoscenza dei diritti fondamentali in prospettiva di genere e delle misure per prevenire e denunciare situazioni di violenza, nel qual caso si è partiti dallo sviluppo di abilità personali ed autostima.

Dal 13 al 17 settembre ASPEm è stata in Marocco per la formazione sulla sicurezza per i partner africani del progetto EVA.

ASPEm e APY hanno facilitato il seminario a cui hanno partecipato rappresentanti dell’associazione ghanese GDCA e la marocchina ASTICUDE, che ha ospitato il seminario nella sua sede di Nador.

Nei quattro giorni di lavoro le associazioni hanno affrontato le tematiche legate alla sicurezza nella gestione dei volontari e cominciato ad elaborare le loro politiche e strategie di sicurezza.

Durante il seminario si è anche svolta una visita di campo presso uno dei progetti gestiti da ASTICUDE nell’ambito della tutela dei minori non accompagnati, dove, in futuro, potrebbero essere inviati EU Aid Volunteers.

 

Dal 22 gennaio al 7 febbraio 2019 ASPEm è stata in Etiopia su invito di alcune realtà locali.

In seguito ad alcuni contatti e richieste di partenariato, ASPEm ha deciso di realizzare una missione esplorativa per valutare la possibilità di collaborare con alcune congregazioni attive in Etiopia e i requisiti per operare nel Paese.

Itinerario ASPEm in Etiopia

 

Il viaggio è iniziato ad Addis Abeba con la visita al centro di formazione professionale di sartoria delle suore Orsoline di Gandino.

 

ASPEm ad Addis Abeba

Alunna del centro di formazione professionale

 

Da Addis Abeba, la delegazione di ASPEm si è spostata a nord, nella regione del Tigrai, con una prima tappa ad Adigrat, dove i missionari Salesiani hanno un oratorio alle porte della città.

 

ASPEm ad Adigrat

Attività nell’oratorio di Adigrat

 

Da lì si è passati a Shire, presso le Suore della Carità di S. Giovanna Antida, che gestiscono una clinica, una scuola dell’infanzia e un centro di promozione della donna.

 

ASPEm a SHire

Ingresso del centro delle Suore della Carità a Shire

 

Il viaggio è poi proseguito verso sud, con la visita ad un’altra comunità delle suore Orsoline di Gandino, impiegate in varie attività educative della diocesi di Awassa.

Rientrata ad Addis Abeba, la delegazione ha incontrato rappresentanti di istituzioni e organizzazioni attive nella cooperazione internazionale.

Insieme hanno discusso delle necessità delle comunità nelle diverse regioni e le modalità per operare nel paese.

La Comunità Indigena Shipibo Conibo di Cantagallo è costituita da circa trecento famiglie originarie di Ucayali (Amazzonia peruviana), che dalla fine degli anni ’90 sono emigrate nella capitale del Perù. Una volta a Lima, si sono insediate nella proprietà conosciuta come “Cantagallo”, un terreno adiacente al fiume Rimac, appartenente al distretto di El Rimac, vicino al Centro di Lima.

L’aspetto più importante di questa migrazione indigena è che i membri della comunità hanno riprodotto i loro modelli ancestrali, il che ha permesso in un certo qual modo di avvicinare la loro cultura alla popolazione di Lima. I membri di questa comunità parlano ancora la lingua shipiba, mantengono gli indumenti tipici e gli schemi organizzativi. I bambini e le bambine hanno anche la possibilità di frequentare una scuola interculturale della Comunità, dove si insegnano i miti, l’alfabeto e la lingua degli Shipibo. Le donne della comunità sviluppano l’artigianato proprio del popolo e i suoi piatti, e si pratica anche la medicina tradizionale. Queste attività consentono in qualche modo di recepire un piccolo reddito.

 

La mattina del 4 novembre del 2016 è scoppiato un forte incendio nella comunità di Cantagallo. Più di 300 abitazioni sono state colpite e decine di famiglie sono rimaste per strada. In seguito alla tragedia, ci sono state varie offerte da parte delle autorità per ricostruire la zona. Ciononostante, fino ad oggi queste non hanno ancora trovato una realizzazione concreta.

 

Il 26 settembre di quest’anno, più di 200 famiglie (uomini, donne, bambini e bambine) sono tornati nella zona (Cantagallo) denunciando di essere stati truffati dallo Stato. Sostengono che il Ministero della Vivienda, Construcción y Saneamiento ha annunciato la cancellazione del progetto abitativo per gli alti costi che implica la costruzione del complesso.

“Sono passati mesi e poi anni. All’inizio hanno annunciato che i lavori sarebbero cominciati nel luglio del 2017, e come potete vedere tutto quel che c’è è uno spiazzo […] Lo scorso 20 settembre, il Ministero della Vivienda gli ha riferito che il progetto non si stava realizzando perché si trattava di un grosso investimento”. (Dott.ssa Mar Pérez, avvocata della Coordinadora Nacional de Derechos Humanos – Fonte: La República).

Di fronte a questa situazione, gli Shipibo Conibo hanno deciso di riprendere il terreno, di cui sono proprietari dal 2007.

 

Da alcuni mesi ASPEm (su invito della Coordinadora de Derechos Humanos) sta sviluppando un lavoro con le donne artigiane imprenditrici perché possano migliorare i loro prodotti, commercializzarli e aumentare le loro entrate. Non si tratta di un lavoro semplice, a causa dei cambiamenti di habitat e della situazione in cui si trovano. È una sfida per l’équipe di ASPEm, perché significa lavorare con una popolazione amazzonica immigrata a Lima, con abitudini e necessità diverse.

Attualmente la comunità Shipibo Conibo a Lima si trova a Cantagallo in condizioni precarie, forse peggiori a seguito dell’incendio. Ciononostante, è riunita e può rafforzare la propria identità e la sua voglia di andare avanti, in special modo le donne.

ASPEm esprime il suo profondo dolore per le 157 vittime del volo ET 302 precipitato domenica 10 marzo 2019 poco dopo il decollo da Addis Abeba.

Molti dei passeggeri erano colleghi, di diverse nazionalità, che lavoravano per varie agenzie e organizzazioni non governative. Alcuni si stavano recando a Nairobi per partecipare all’Assemblea delle Nazioni Unite sull’Ambiente. Altri erano diretti in Africa per seguire progetti di cooperazione internazionale.

 

Qui il comunicato stampa di FOCSIV.

Negli ultimi 2 anni ASPEm ha partecipato a Competences+, un progetto Erasmus+ dedicato alla valorizzazione delle competenze acquisite durante un periodo di mobilità.

Per ASPEm valorizzare le competenze vuol dire fare un bilancio di ciò che i giovani hanno appreso durante un’esperienza di volontariato e aiutarli a utilizzarle nelle loro scelte future.

Compétences+ è una partnership strategica sviluppata da ADICE (partner principale) e altri 3 partner europei: ASPEm in Italia, EPN in Inghilterra e Blinc in Germania.

Il progetto mira ad aiutare i partecipanti ai progetti di mobilità a continuare il processo educativo di cui hanno beneficiato prima e durante la mobilità internazionale al fine di accedere al mercato del lavoro al loro ritorno.

 

Nell’ambito di questo progetto, sono stati sviluppati quattro strumenti pratici da utilizzare nelle attività di accompagnamento e orientamento dei giovani con cui lavoriamo:

 

• Uno studio che ha coinvolto 100 datori di lavoro  (tra Italia, Germania, Francia, Regno Unito) per scoprire quali competenze si aspettano da un giovane rientrato da un’esperienza di studio, tirocinio, lavoro o volontariato all’estero.

 

• Una piattaforma di formazione online multilingue per definire e guidare i progetti professionali e/o personali dei partecipanti, dove trovare:
– Una raccolta di informazioni sulle offerte e misure disponibili per accedere al mercato del lavoro, diventare un imprenditore, ecc.
– Una valutazione online per identificare le competenze al ritorno dalla mobilità.
– Strumenti di formazione per l’aggiornamento del CV e della lettera di presentazione.

 

• Un’applicazione mobile per promuovere l’esperienza della mobilità e valutare le competenze. Questa applicazione consentirà ai partecipanti ai programmi di mobilità di:
– Raccogliere la loro esperienza di mobilità internazionale attraverso esperienze e una testimonianza alla fine della loro mobilità
– Analizzare le loro capacità attraverso l’esperienza e attraverso un questionario prima e dopo la mobilità sulle 8 competenze chiave dell’Europa
– Modifica e salva un diario della loro esperienza
L’applicazione è disponibile in francese e inglese e può essere scaricata gratuitamente da Apple Store e Google Store con il nome “Competences+”.

 

• Una formazione di due giorni in gruppo per valutare le loro esperienze, valutare le competenze acquisite e prepararle per i loro progetti futuri.
– Feedback sulla loro esperienza di mobilità, attività e compiti svolti
– Analisi e condivisione delle competenze acquisite
– Workshop su CV e Lettere di motivazione
– Preparazione per colloqui di lavoro futuri

 

Tutti gli strumenti sono fruibili gratuitamente da giovani che svolgono esperienze all’estero e da associazioni e operatori che lavorano a programmi di mobilità internazionale.

Attraverso il progetto Competences+ ASPEm ha lavorato sulle sue metodologie di accompagnamento ai volontari durante e dopo le loro esperienze di servizio, realizzato alcuni strumenti utili ai giovani per approcciarsi al mondo del lavoro una volta terminata l’esperienza di volontariato.

 

In particolare ASPEm ha sistematizzato gli esercizi elaborati nel tempo per realizzare il bilancio delle competenze, realizzando una piccola guida per un percorso formativo di un paio di giorni al rientro dal servizio.

 

La guida, così come gli altri strumenti elaborati durante il progetto sono liberamente usufruibili dai giovani, così come da altre associazioni che lavorano in programmi di mobilità giovanile.

 

In quest’ottica ASPEm ha presentato in diverse occasioni gli strumenti ad altri soggetti interessati.

Tutti gli strumenti sono stati testati con giovani in partenza per programmi di volontariato internazionale o rientrati da un periodo all’estero. Dopo la sperimentazione e la revisione, gli stessi sono diventati parte integrante della formazione pre-partenza, del monitoraggio e dell’orientamento dei volontari che partono con noi.

 

ASPEm ha anche coinvolto varie associazioni del territorio nella presentazione degli strumenti realizzati.

Da un lato ha condiviso gli strumenti e fornito dimostrazioni e istruzioni per il loro uso; dall’altro ha realizzato un momento di condivisione con una trentina di attori locali impegnati nel settore del volontariato per riflettere sul ruolo dei volontari e su come integrare i processi di valorizzazione delle competenze al fine di incentivare il loro coinvolgimento in attività di volontariato e mobilità locale e internazionale.

È stato pubblicato il risultato dello studio condotto con 100 datori di lavoro in Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia sulle aspettative nei confronti di giovani rientrati da esperienze di mobilità internazionale.

Lo studio è parte di Competences+, progetto di scambio di buone pratiche rivolto a valorizzare le competenze acquisite dai giovani durante periodi di studio, lavoro o volontariato all’estero.

La relazione è scaricabile qui.

Il progetto è parte dell’inizativa Erasmus Plus dell’Unione Europea.

Per la Giornata Internazionale dell’Artigianato (19 marzo) i nostri partner peruviani hanno voluto concentrarsi sul lavoro delle artigiane coinvolte nelle attività di sviluppo dell’imprenditoria femminili.

Il progetto Mujeres con talento è certamente uno dei principali strumenti per aiutare le donne ad emanciparsi e ottenere la propria autonomia economica e non grazie al loro lavoro.

Dal 2017, anno di inizio del progetto, più di 700 donne artigiane e tessitrici della provincia di Canchis (Cusco) e del Distretto di Ate hanno potuto usufruire delle opportunità proposte dal progetto. Queste donne sono detentrici di un talento ereditato dalla cultura del loro paese, ma difficile da far fruttare in un tessuto economico e sociale come quello in cui si trovano, soprattutto per la mancanza di un accesso adeguato al mercato.

“I problemi individuati a Canchis e Ate sono la poca innovazione nei prodotti, la scarsa diffusione nel mercato nazionale, oltre al fatto che le associazioni erano guidate da uomini. Oggigiorno invece, le donne hanno a disposizione un mercato dove poter esporre i propri prodotti, le loro tecniche sono migliorate – senza compromettere tradizioni e cultura – e sono riconosciute e valorizzate. Inoltre, guidano diverse reti artigianali  hanno migliorato i propri introiti”.

(Maria Zevallos, direttrice di ASPEm Perù).

Qualificate ed emancipate:

Per emanciparsi, le artigiane hanno usufruito di una serie di formazioni organizzate per sviluppare la loro capacità imprenditoriale e di valorizzazione dei prodotti del loro lavoro di tessitrici. Le tematiche degli incontri di formazione sono state varie: elaborazione della scheda tecnica, misure e taglie adeguate, mercato internazionale, importanza dell’utilizzo di la fibra di Alpaca e cotone naturali al 100%.

 

Inoltre, è stato promosso un processo di rafforzamento commerciale tramite lo sviluppo di marche per le associazioni, accompagnamento e produzione di immagini, cataloghi, etichette e supporto all’imballaggio, cosi come l’inserimento dei prodotti nel mercato tramite l’avvicinamento alle imprese di commercio equo-solidale.

 

Infine, è stato dato spazio al tema dei diritti fondamentali e in particolare ai diritti delle donne, favorendo la consapevolezza e l’autostima. I risvolti positivi di questo genere di azioni hanno ripercussioni anche sulla qualità del lavoro svolto in serenità dalle artigiane.

 

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