Ronald

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Ronald García ha 42 anni, sposato con Veronica, ha 3 bambini (2 gemelli), proprietario e fondatore della microimpresa #VeRo, vivono nel comune di #Quillacollo #Cochabamba.

Sia Ronald che sua moglie arrivano da tesisti alla Fundación AGRECOL Andes con la proposta della sostituzione dello zucchero nelle marmellate e nei dolci con Stevia, ottenendo un punteggio di 100 punti su 100. È a partire da questo progetto che viene creato VeRo e Ronald e sua moglie si uniscono alla ECO Feria Cochabamba.

Ronald è stato recentemente presidente della ECO Feria, oggi è invece il rappresentante legale dell’ SPG ECO Feria Cochabamba.

Ronald e Veronica producono mele e mele cotogne nel loro quartiere, in modo da garantire la produzione ecologica locale e accreditarle con l’ SPG; allo stesso tempo Ronald rappresenta un alleato strategico, in quanto sta iniziando a comprare la materia prima per i produttori dell’ SPG Cercado Tumbo.

Ronald dice sempre che, dato che non è facile fare impresa in Bolivia, la cosa migliore è essere il capo di te stesso. Puoi compiere degli errori nel cammino, ma proprio grazie a questi puoi migliorare i tuoi prodotti. #VeRo si basa sul lavoro produttivo di Ronald e sua moglie.

Nelly

Nelly Camacho Arispe, 44 anni, è sposata, ha 3 figli, ha sempre lavorato con la terra, che ha ereditato dai suoi genitori, vive nell’ormai chiamata Unione Agraria #Taquiña nella parte nord del comune di #Cercado – #Cochabamba.

Attualmente Doña Nely è la rappresentante legale del SPG Cercado e ricopre la posizione di sviluppo produttivo nella sua organizzazione comunitaria, menziona che prima produceva fiori nelle serre e ora si è avventurata dal 2019 nella produzione agroecologica.

Nelly dice sempre che non è facile accettare la sfida di essere un leader come donna, perché i leader agrari nella sua comunità sono sempre stati uomini.

Ma la motivazione principale del suo lavoro sono sempre stati i suoi figli, e sono loro che l’aiutano nei campi.

Il motivo per cui ha iniziato a produrre in modo agroecologico è stato grazie ai workshop di formazione e sensibilizzazione sull’uso e l’effetto dei pesticidi che l’hanno fatta reagire, dato che nella sua vita poteva sentire gli effetti delle disinfestazioni effettuate nella produzione di fiori, perché aveva un cancro all’utero, emorroidi e i suoi polmoni erano malati.

Marina

Doña Marina Sullca vive con suo marito Juan e i loro 3 figli nella comunità di #ElPuesto, in provincia di Méndez, #Tarija.

È nata a #Yacuiba, dove ha conosciuto suo marito e con cui ha deciso di mettere su una famiglia e dedicarsi all’agroecologia a #ElPuesto.

Durante la stagione della semina e della raccolta di grano tutta la famiglia si occupa della produzione. Quando finiscono di lavorare, il marito lascia la città per cercare un altro lavoro, in quanto è poco quello che si può fare nel terreno.

Per Doña Marina il giorno inizia alle 5:30 del mattino, quando si sveglia per preparare la colazione a tutta la famiglia. In seguito si prepara per iniziare la giornata, manda i figli più piccoli a scuola e va a controllare le sue colture. Ha infatti una piccola serra, dove coltiva bietole, fragole e altra frutta e verdura, e un terreno in cui ha piantato alberi di mele e di pesche. Il tutto vicino a un piccolo ruscello, che fa da sistema di irrigazione per tutte le sue piante. La mattina scorre così e dopo prepara il pranzo, prima che i piccoli tornino dalla scuola.

Doña Marina è una donna leader e vuole che i suoi figli crescano sani e forti, e per questo motivo produce in maniera ecologica.

 

Limbania

Limbania VIllagomez vive nella zona di #Caraje, #Cochabamba, ha 26 anni, è una produttrice agroecologica e vende i suoi prodotti nel negozio Kampesino.

La sua famiglia è composta da lei stessa, i suoi due gemelli e suo marito, che la sostiene e la motiva nei suoi ruoli di madre, presidente dell’organizzazione e produttrice.

Limbania è la presidente dell’organizzazione di donne in progresso Bartolina Sisa, questo ruolo la rende molto felice nonostante sia una sfida che richiede pazienza e costante motivazione per andare avanti. L’organizzazione conta 25 donne, 11 delle quali sono produttrici.

Sa che l’appartenenza alla sua organizzazione è vantaggiosa per le associate, perché non solo lavorano con progetti, ma riescono anche a organizzarsi meglio, ricevono consigli tecnici e workshop per imparare i diritti e la parità di genere, che poi possono discutere e vivere nelle loro case.

Produce verdure per la commercializzazione, ma principalmente per il consumo della sua famiglia, dato che ha una grande varietà di cibo nel suo piccolo appezzamento di terra. Il reddito che guadagna dalla vendita dei suoi ortaggi le permette di coprire alcune spese domestiche come i trasporti, lo svago dei bambini e la spesa.

Juan Ramon

J ó ‍

Juan Ramón Morales è un apicoltore del comune di #Independencia, anche se ora ha iniziato a espandere la sua produzione ad altri comuni. È un membro di @#APAQUI.

Vive con sua moglie e due figli, un ragazzo di 15 anni e sua figlia di 17 anni.

Il suo interesse e la sua passione per l’apicoltura sono iniziati quando era molto giovane, suo nonno aveva un allevamento di polli e anche delle arnie, da allora ha iniziato a studiare e formarsi nel campo dell’apicoltura per conoscere il processo e la gestione delle api.

Oggi, Don Ramón produce e vende diversi prodotti dell’alveare come propoli, cera, pappa reale, polline e diversi tipi di miele.

Forma e consiglia anche altri apicoltori di diverse organizzazioni economiche contadine.

Si dedica interamente all’apicoltura.

“Penso che si possa vivere dell’ ape e che si possa vivere bene”.

Gabriela

Gabriela Arispe

Gabriela Arispe A. di 68 anni, sposata, ha 4 figli e 6 nipoti, vive nella Comunità di #Tirani.

La signora Gabriela è una casalinga, pasticcera e contadina agroecologica da 2 anni, ci racconta che prima di dedicarsi alla produzione biologica, lei si dedicava alla produzione di fiori convenzionali e che la decisione di scommettere sulla produzione agroecologica è stata a causa della necessità di un cambiamento di direzione personale nella sua vita, la signora Gabriela cita che ha dovuto imparare tecniche e pratica agroecologica, ha assistito a molti workshop di formazione che l’hanno motivata a produrre in modo sano, salutare e rispettoso dell’ambiente: è un impegno di onestà verso il consumatore.

Gabriela, commenta che all’inizio i prodotti agroecologici erano molto difficili, la produzione era solo per il consumo familiare e non generava molti introiti, a causa della concorrenza, poiché quelli che producono in maniera convenzionale, variano nella forma e nell’aspetto, a causa dell’uso di sostanze chimiche e pesticidi che influenzano la salute.

La signora Gabriela ogni giorno cammina per una distanza di 4 km per raggiungere il suo orto, ma la stanchezza se ne va quando arriva e vede i suoi figli, è come lei chiama i suoi prodotti. Questa signora è una donna esempio nella sua comunità per il lavoro svolto e per la volontà di innovare sempre.

Emiliana

La signora Emiliana Tola coltiva verdure biologiche da circa 5 anni, è sposata ed ha un figlio. Emiliana inizia la sua giornata con le faccende domestiche, prepara la colazione per la famiglia, manda suo figlio a scuola e mette in ordine la casa. In seguito, si prende cura dell’orto, annaffiando, diserbando e assicurandosi che i parassiti non attacchino le piante. La signora Emiliana coltiva nel suo orto pomodori, bietole, cavoli, lattuga e altre verdure per il consumo familiare e per la consegna. Emiliana ci racconta che il suo più grande problema è il controllo dei parassiti e del suolo, dato che il suo orto è totalmente biologico, spesso è difficile controllare la crescita delle piante, e anche il cambiamento del clima influisce molto sulle sue coltivazioni, perché nonostante la comunità disponga di acqua, ci sono stagioni in cui è necessario innaffiare due volte al giorno nella stagione calda. Nella stagione invernale, invece, i raccolti soffrono molto a causa delle continue gelate e questo la rende molto triste, perché tutto il tempo che ha investito nella cura del suo giardino non dà i frutti che sperava. Tuttavia non si arrende e continua a prendersi cura dei suoi raccolti ogni giorno, facendo in modo che i parassiti non attacchino il suo giardino, perché preferisce un raccolto sano per la sua famiglia e per tutte le altre.

Dionilda

Doña Dionilda Ayarde vive nella comunità di #Chaupicancha nel comune di Cercado nel dipartimento di #Tarija. Insieme ai suoi figli, vive e coltiva la terra ereditata dalla nonna.

Per doña Dionilda, le giornate iniziano appena sorge il sole, si alza molto presto per preparare la colazione ai suoi figli e nipoti. I bambini piccoli danno da mangiare agli animali come le galline e gli animali domestici, mentre i più grandi iniziano l’arduo compito di preparare la terra per la semina.

Doña Dionilda racconta che insieme ai suoi figli maggiori Yamil e Angélica hanno iniziato a formare le terrazze in uno spazio di terra che serviva da discarica.

Oggi hanno quattro terrazze dove coltivano ortaggi come prezzemolo, bietole, ecc. e alberi da frutta come mele, pesche, uva, fragole, ecc. per il proprio consumo e per generare qualche reddito per la loro famiglia.

Doña Dionilda sente che il più grande problema che l’agroecologia affronta è la perdita di terra fertile, quindi sta lavorando al recupero della terra con semine scaglionate e fertilizzanti ecologici.

Il sogno di Doña Dionilda è che i suoi figli abbiano di nuovo una terra fertile per produrre in modo sano.

Alfidia

Fidencia Alfidia Gareca, è una produttrice biologica nella comunità di #Rumicancha, nella città di #Tarija, nella provincia di Cercado. È sposata con il signor Julio Damián Albornos Valeriano con cui ha quattro figli. I tre più grandi sono emigrati in città per mancanza di lavoro, ma la più giovane, Ilsen, ha trovato un’opportunità lavorativa nell’impianto di trasformazione dell’Associazione dei produttori agroecologici di Tarija (APAT) a Rumicancha, che sua madre ha fondato insieme ad altri produttori con l’obiettivo di promuovere la trasformazione e la commercializzazione di amaranto, verdure e cereali biologici.

I prodotti finiti sono già commercializzati nella città di Tarija e sono stati persino inclusi nei cesti alimentari del governo di Tarija per gli anziani.

Queste vendite sostengono i duecento membri di APAT di diverse comunità, che mantengono i principi della produzione biologica.

La signora Alfidia ha sempre usato fertilizzanti organici per le sue coltivazioni e dichiara che non li cambierebbe mai perché mantengono la sua terra fertile e produttiva.

Sogna che APAT cresca e che sua figlia abbia la possibilità di continuare a incentivare la produzione biologica nella comunità.