Bruxelles, mobilità e futuro: l’esperienza di ASPEm al Cluster Meeting
Il 3 e 4 dicembre ASPEm ha partecipato all’European Solidarity Corps Cluster Meeting – Humanitarian Aid, ospitato presso la Commissione europea a Bruxelles. Un appuntamento di grande rilievo, che ha riunito organizzazioni, enti e staff istituzionale impegnati nel settore del volontariato umanitario europeo.
La nostra partecipazione nasce dall’impegno costante di ASPEm nell’ambito della mobilità: attualmente stiamo concludendo due progetti, COR e VEUS, ne abbiamo uno in fase di implementazione, IDeM, e a partire da gennaio prenderanno avvio altri tre nuovi progetti di European Solidarity Corps – Humanitarian Aid, AVCA, PUENTES e ACT4PEACE. Nel loro insieme, questi percorsi coinvolgeranno 54 persone giovani volontarie impegnate in 6 Paesi, rafforzando il nostro contributo alla solidarietà internazionale e allo sviluppo comunitario.

Il meeting è stato prima di tutto un’importante occasione di confronto diretto con lo staff della Commissione europea che lavora sul programma ESC Humanitarian Aid, permettendoci di approfondire il funzionamento del programma, le sue priorità, ma anche le sfide concrete che organizzazioni e partenariati si trovano ad affrontare sul campo. Allo stesso tempo, è stato uno spazio prezioso per incontrare altre realtà europee, scambiare buone pratiche, raccontare le proprie esperienze e costruire nuove connessioni.
Un aspetto particolarmente rilevante dell’incontro è stato lo sguardo rivolto al futuro: il cluster meeting si è infatti svolto in un momento chiave, in cui sono in fase di elaborazione le nuove linee guida dei programmi europei per il periodo 2028–2034. Il confronto con altre organizzazioni e con le istituzioni ci ha permesso di riflettere su come rafforzare l’impatto dei prossimi progetti, rendendoli sempre più inclusivi, sostenibili e rispondenti ai bisogni reali dei territori e delle comunità coinvolte.
Per ASPEm è stata un’esperienza profondamente arricchente, non solo dal punto di vista progettuale, ma anche umano e relazionale. Torniamo da Bruxelles con nuove conoscenze, stimoli, idee e contatti, e con una motivazione ancora più forte a continuare il nostro impegno nel promuovere percorsi di solidarietà, partecipazione e cittadinanza attiva a livello europeo e internazionale.


