La prima settimana di dicembre ASPEm e ADICE (Francia) hanno organizzato il quarto corso di formazione nell’ambito del progetto Vive la durabilité des actions de jeunesse – Vive. Questa volta la formazione si è tenuta a Marrakech e come sempre è stata rivolta alle associazioni marocchine partner del progetto: Associazione Isaaf Jerada, Associazione Amuddu, Associazione Tildat e Associazione Asticude, organizzazioni che lavorano con i giovani in contesti di fragilità.

Attraverso un approccio didattico partecipativo diversificato, si è mirato a promuovere l’empowerment e la sostenibilità delle azioni rivolte alla gioventù e lo sviluppo di competenze imprenditoriali tra le organizzazioni giovanili.

Il tema principale di questo incontro è infatti stato quello dell’economia sociale e solidale, molto diffusa in Marocco. È stato approfondito attraverso la condivisione di esperienze positive e buone pratiche raccontate dai partner e da organizzazioni esterne come l’Agenzia nazionale per la promozione dell’occupazione e delle competenze e il Centro regionale di investimento, il quale ha presentato il programma per l’inclusione delle donne e dei giovani nell’ambito imprenditoriale. Attraverso questi interventi sono stati approfonditi anche lo stato dell’imprenditoria in Marocco, le opportunità di finanziamento esistenti e lo sviluppo di alcuni progetti già finanziati. I numerosi interventi proposti hanno generato molti spunti di riflessione in favore di nuove progettazioni.

Durante i cinque giorni trascorsi insieme, i partner hanno anche avviato la pianificazione dell’evento finale durante il quale verranno presentati l’impatto e i materiali prodotti durante il progetto. L’evento verrà realizzato a gennaio a Oujda e ci sarà la possibilità di partecipare online. Prossimamente verranno condivise tutte le informazioni per aderire all’iniziativa!

 

I contenuti affrontati durante la formazione sono stati riportati in un manuale e in due video disponibili in italiano, francese, arabo e inglese. I materiali formativi hanno lo scopo di fornire alle organizzazioni che lavorano con i giovani strumenti, conoscenze e stimoli per sostenere lo sviluppo di competenze imprenditoriali.

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È disponibile il secondo manuale formativo realizzato nell’ambito del progetto Vive la durabilité des actions de jeunesse – Vive.

A seguito del primo manuale dedicato alla progettazione di iniziative rivolte ai giovani, ora è possibile scaricare il manuale focalizzato sulla gestione del volontariato.

Anche questo prodotto contiene linee guida, indicazioni strategiche, consigli utili, casi studio ed esercizi utili a tutte le organizzazioni che lavorano nell’ambito della gioventù e che promuovono progetti di volontariato, in particolare nel contesto della mobilità internazionale.

I contenuti riportati nel manuale sono stati elaborati sulla base di quanto affrontato durante il ciclo formativo tenuto da ADICE e ASPEm per le organizzazioni marocchine partner del progetto – AMUDDU, ASTICUDE, ISAAF e TILDAT – durante il quale è stata approfondita l’implementazione di progetti di volontariato mirati a garantire un impatto significativo e duraturo sulle comunità locali in Marocco.

Il manuale – disponibile in italiano, inglese, francese e arabo – si rivolge in particolare alle organizzazioni e alle strutture che lavorano con e per i giovani in contesti di solidarietà e che intendono avviare progetti di volontariato giovanile.

I prossimi materiali formativi che verranno realizzati e diffusi nell’ambito del progetto Vive – in linea con i contenuti formativi approfonditi – tratteranno l’eco-responsabilità e la digitalizzazione responsabile e il potenziamento e la sostenibilità delle azioni per lo sviluppo delle competenze imprenditoriali.

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All’inizio di maggio si è tenuta a Nador, Marocco, la terza formazione nell’ambito del progetto “Vive la durabilité des actions de jeunesse”. La formazione, coordinata da ASPEm, ha affrontato il tema dell’eco-responsabilità e della dematerializzazione nel lavoro giovanile, al fine di promuovere una digitalizzazione responsabile all’interno delle organizzazioni partner.

Per comprendere la necessità di digitalizzare il lavoro, è stato proposto un approfondimento tematico sui cambiamenti climatici, durante il quale sono state esplorate non solo le cause di questo fenomeno – come l’uso eccessivo di combustibili fossili, la deforestazione e gli stili di vita orientati al consumo eccessivo – ma anche le conseguenze, sia a livello globale sia nel contesto marocchino: i cambiamenti climatici sono diffusi, rapidi e si intensificano ogni giorno, e stanno causando, ad esempio, eventi estremi e violenti, desertificazione, innalzamento del livello dei mari e riduzione della biodiversità.

Per promuovere e favorire l’impegno di ciascuna organizzazione nella lotta al cambiamento climatico e nell’implementazione di buone pratiche sostenibili ed eco-azioni, sono stati esaminati gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) proposti dall’Agenda 2030, attraverso la condivisione di progetti e iniziative realizzate dai partner e la formulazione di nuove proposte per il raggiungimento di tali obiettivi.

Allo scopo di favorire la sostenibilità delle organizzazioni partner, sono stati condivisi e sperimentati strumenti digitali online per ridurre l’impatto ambientale del lavoro delle associazioni, con particolare attenzione alla gestione dei progetti di volontariato, e sono state condivise linee guida su come organizzare eventi che soddisfino criteri ambientali minimi e come operare quotidianamente nel rispetto della legislazione marocchina in materia di ambiente e sviluppo sostenibile. Infine, è stato proposto un approfondimento sulle opportunità di finanziamento e sulle strategie di partnership per la realizzazione di progetti di sostenibilità ambientale.

 

Durante la formazione, la condivisione dell’esperienza di ogni organizzazione è stata essenziale per individuare buone pratiche e progettualità sostenibili e per trasferirle ai partner: l’associazione ISAAF Jerada ha condiviso la propria esperienza all’interno del Collettivo Marocchino di Volontari (CMV), in particolare sul tema dell’imprenditoria femminile e dell’ambiente; l’associazione AMUDDU ha evidenziato le sue buone pratiche ed esperienze nel campo del controllo dei consumi (acqua ed energia), dell’applicazione dell’eco-mobilità, della riduzione dei rifiuti, della raccolta differenziata, del riciclo, nonché delle iniziative di pulizia della città, delle azioni sul paesaggio e degli sforzi per la conservazione della biodiversità; l’associazione ISAAF Jerada ha fornito informazioni sulle politiche locali di sostenibilità e sulla gestione dei finanziamenti per la tutela dell’ambiente.

Per rafforzare la cooperazione tra i partner e favorire l’adozione di buone pratiche di sostenibilità, i rappresentanti delle associazioni marocchine VIVE si recheranno in Italia e in Francia nel mese di luglio per un’attività di job shadowing, ossia un’esperienza di apprendimento sul campo e affiancamento al lavoro che consentirà loro di arricchire le proprie strategie di intervento.

La prossima sessione di formazione è invece prevista per ottobre a Marrakech, dove continuerà l’approfondimento sulla comunicazione e sull’uso degli strumenti digitali e dove sarà affrontato anche il tema dell’imprenditorialità giovanile.

Dal 17 al 21 ottobre si è svolta a Rabat la prima formazione nell’ambito del progetto “Vive la durabilité des actions de jeunesse” di cui ASPEm è partner.

Il progetto, realizzato nell’ambito del programma Erasmus+ e in partenariato con le organizzazioni ADICE (capofila), ISAAF JERADA, AMUDDU, ASTICUDE, TILDAT, ha l’obiettivo di rafforzare le conoscenze e gli strumenti delle associazioni marocchine partner necessari per rispondere direttamente e specificatamente alle sfide che i giovani incontrano nella regione orientale del Marocco e nelle province di Chichaoua e Taroudant, come la mancanza di lavoro, l’inattività, la complessa situazione ambientale dovuta ai cambiamenti climatici e all’intervento umano, la carenza di competenze digitali e imprenditoriali.

Nello specifico la formazione ha avuto l’obiettivo di identificare e sperimentare procedure efficaci per realizzare progetti di empowerment giovanile, approfondendo la valutazione dei bisogni, dalla raccolta dei dati e delle informazioni fino alla verifica della loro pertinenza, la pianificazione delle azioni progettuali, partendo dall’individuazione degli obiettivi fino alla definizione delle singole attività, l’impatto e sostenibilità dei progetti, al fine di garantire un cambiamento duraturo nel tempo.

Durante i giorni passati insieme, i partner hanno avuto la possibilità di confrontarsi tra loro favorendo lo scambio di esperienze e strategie virtuose e replicabili; hanno inoltre lavorato alla creazione di un manuale e di un video finalizzati alla raccolta delle buone pratiche identificate e alla condivisione di queste ultime con altre organizzazioni della gioventù. Nelle prossime settimane i materiali saranno disponibili online, sui siti web dei partner e su una piattaforma digitale tramite la quali verranno diffusi tutti gli aggiornamenti e i materiali progettuali.