25 novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Oggi ricordiamo che la violenza di genere non è un fatto privato: è una violazione dei diritti umani che riguarda tuttə.
In questi anni qualcosa si è mosso anche nelle leggi:
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Con il Codice Rosso (legge 69/2019) le denunce per violenza domestica e di genere devono essere trattate con priorità, si accorciano i tempi tra denuncia e ascolto della persona che subisce violenza e sono stati introdotti reati specifici come il revenge porn e il matrimonio forzato.
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Nel 2024 l’UE ha approvato la direttiva 2024/1385 per combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica, chiedendo agli Stati leggi più efficaci su stalking, mutilazioni genitali, cyberviolenza, violenza sessuale.
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Nel 2025 il Governo italiano ha varato un disegno di legge che introduce per la prima volta il reato autonomo di femminicidio, punito fino all’ergastolo, e inasprisce le pene per maltrattamenti, stalking e violenza sessuale.
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Sempre nel 2025 il Parlamento sta lavorando a una riforma che cambia la definizione di stupro: non sarà più necessario dimostrare violenza fisica, ma basterà l’assenza di consenso libero e informato.
Sono passi importanti. Ma nessuna legge nasce da sola. Nasce dalle storie raccontate, dalle denunce, dalle piazze piene. Nasce da chi ha trovato la forza di dire “succede anche a me” e di non accettare più il silenzio.

Come ASPEm oggi vogliamo dire grazie:
💜 a tutte le donne e a tutte le persone che hanno trovato il coraggio di parlare;
💜 a chi ha denunciato, a chi ha testimoniato in tribunale, a chi ha raccontato la propria storia nelle scuole, nelle associazioni, sui media;
💜 a chi ogni giorno accompagna questo percorso nei centri antiviolenza, nelle case rifugio, nei consultori, nelle comunità.
I risultati che vediamo, dalle nuove leggi al cambiamento del linguaggio pubblico, sono anche e soprattutto il vostro risultato. Le riforme portano la traccia dei vostri “no”, delle vostre richieste di protezione, delle vostre vite che hanno chiesto ascolto e rispetto.
Per questo, come organizzazione, ci impegniamo a:
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continuare ad aprire spazi di confronto e formazione sulla violenza di genere;
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sostenere chi sceglie di rompere il silenzio;
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lavorare per un cambiamento culturale che coinvolga tuttə, a partire dagli uomini e dai ragazzi.
Alzare la voce conta. Ogni parola che rompe l’isolamento è un passo verso una società più giusta e sicura. Parlare può essere l’inizio di un altro futuro.


