Siamo tornatə a Pieve Santo Stefano per l’11ª edizione di DiMMi – Diari Multimediali Migranti
Anche quest’anno abbiamo partecipato al Premio Pieve Saverio Tutino, a Pieve Santo Stefano, in occasione dell’11ª edizione di DiMMi – Diari Multimediali Migranti, il progetto dedicato alla raccolta e alla valorizzazione delle testimonianze autobiografiche di persone di origine o provenienza migrante.
Per noi di ASPEm fare parte della Commissione di lettura di DiMMi e tornare a Pieve Santo Stefano significa rinnovare un impegno che sentiamo profondamente nostro: contribuire a creare spazi nei quali le storie di migrazione possano essere custodite e riconosciute come parte della memoria collettiva.

DiMMi nasce con l’obiettivo di raccogliere e valorizzare racconti autobiografici capaci di restituire la complessità delle esperienze migratorie, attraverso parole, immagini, audio e altre forme narrative.
Sono storie di partenze e di arrivi, di appartenenze, di incontri, di difficoltà e trasformazioni. Esperienze personali che, una volta condivise, diventano uno strumento importante per favorire il dialogo interculturale e costruire una narrazione delle migrazioni che parta direttamente dalle voci di chi le ha vissute.
Partecipare alla Commissione DiMMi significa per ASPEm entrare in relazione con queste testimonianze attraverso un ascolto attento e rispettoso, contribuendo a dare loro spazio e visibilità.
Come scrive Saadia Ajbaili, una delle autrici che hanno preso parte al percorso di DiMMi:
«Questa è la mia storia, ma non è solo la mia. È la storia di chi si è sentito fuori posto, ma ha trovato il modo di appartenere a più mondi senza dover scegliere.»
“Dov’è la mia pace?”: le storie finaliste diventano un libro
Durante il Premio Pieve è stata presentata anche “Dov’è la mia pace?”, la nuova antologia pubblicata da Terre di mezzo Editore che raccoglie le diciotto opere finaliste di questa edizione di DiMMi.
Il volume nasce attorno a una domanda tanto semplice quanto urgente: che cosa significa pace oggi?
Le risposte che emergono dalle testimonianze sono molteplici. La pace può essere un luogo sicuro, una relazione, la possibilità di sentirsi finalmente a casa o, come nel racconto di Saadia, la libertà di appartenere a più mondi contemporaneamente.

Per ASPEm, essere parte di DiMMi significa sostenere un modo diverso di raccontare le migrazioni: non parlare “di” persone migranti, ma creare le condizioni affinché siano le persone stesse a raccontare le proprie esperienze, con le proprie parole e attraverso le forme espressive che sentono più vicine.
Ringraziamo DiMMi – Diari Multimediali Migranti e l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano per continuare a costruire spazi di ascolto, memoria e dialogo interculturale, e tutte le persone che hanno scelto di affidare le proprie storie a questo progetto.

