I giovani nella cooperazione: costruire futuro nell’era dell’Agenda 2030
Il 28 novembre 2025 il Politecnico di Milano ha ospitato una giornata dedicata al ruolo delle nuove generazioni nella cooperazione internazionale, con l’incontro “I giovani nella cooperazione – Prospettive e percorsi per una cooperazione sostenibile nell’era dell’Agenda 2030”.
L’evento, a conclusione del corso “Cooperazione allo sviluppo nell’era dell’Agenda 2030: dalla teoria alla pratica”, si è trasformato in uno spazio di confronto tra studenti, giovani professionisti e operatori del settore. Al centro dell’incontro, una domanda chiave: quale contributo possono offrire oggi i giovani alla cooperazione internazionale?

L’incontro, moderato da Paolo Biella di Guardavanti ETS, ha riunito professionisti provenienti da università, istituzioni e mondo della ricerca. Iniziando con un focus sulla Youth Cooperation e sul ruolo dell’università nella formazione di competenze utili a una cooperazione più concreta, equa e sostenibile, quattro sono stati i temi centrali discussi: la missione della cooperazione universitaria; la diplomazia scientifica come ponte tra Paesi; gli obiettivi condivisi di una cooperazione efficace; le sfide legate a scienza, tecnologia e innovazione nei contesti di sviluppo. Altro tema estremamente rilevante è stato quello del divario tra scienza e policy: la difficoltà di trasformare la conoscenza scientifica in politiche pubbliche efficaci. Bias cognitivi, barriere comunicative e tempi istituzionali lenti rendono questo passaggio complesso, ma la science diplomacy è stata indicata come un possibile strumento chiave per colmare il gap.
Fondamentale anche il dibattito circa il valore delle relazioni nella cooperazione internazionale: “I progetti possono finire, ma le relazioni devono continuare”. La cooperazione, infatti, non è solo tecnica o progettuale, ma materia profondamente umana: alle nuove generazioni che vogliano affacciarsi a questo mondo occorre imparare a lavorare con ascolto, responsabilità e visione di lungo periodo.
Durante la mattinata Marta Valota, direttrice di ISCOS Lombardia, ha presentato CoLomba – Cooperazione Lombardia, una rete che riunisce oltre 50 organizzazioni impegnate nella cooperazione internazionale. Il suo intervento ha evidenziato la complessità del settore e l’importanza del lavoro in rete, sottolineando anche la crescente richiesta di profili tecnici nei progetti di sviluppo.

Ampio spazio è stato poi dedicato agli studenti del corso “Youth in Cooperation: from Theory to Practice”, con l’obiettivo di condividere riflessioni ed esperienze maturate durante il percorso formativo. I ragazzi, oltre a seguire le lezioni, hanno avuto l’opportunità di svolgere tirocini presso enti del Terzo Settore che erano stati presentati e coinvolti durante le ore di lezione. Gli studenti hanno così potuto toccare con mano la realtà del mondo della cooperazione, confrontandosi direttamente con progetti, laboratori ambientali, dinamiche organizzative e sfide concrete del lavoro sul campo. Dagli interventi dei ragazzi è emerso come il corso rappresenti un vero ponte tra formazione tecnica e cooperazione allo sviluppo, offrendo strumenti concreti per comprendere gli SDGs dell’Agenda 2030, il ruolo delle ONG e le dinamiche reali dei progetti sul campo.
L’incontro, ospitato nella Council Room dell’EnLab Building – Campus Bovisa, grazie alla collaborazione tra Politecnico di Milano, CoLomba e Guardavanti ETS, ha mostrato come i giovani non siano solo beneficiari della cooperazione, ma attori fondamentali del suo futuro.

